Skip to content

Laboratorio Area 27

Narrow screen resolution Wide screen resolution Increase font size Decrease font size Default font size
Ultime news
www.comunitāpopoli.org
sabato 24 aprile 2010
5x1000_web.jpg
 
Il fascismo č morto L’epica fascista č viva e sta benissimo
sabato 24 aprile 2010

da "Il Giornale.it" di Marcello Veneziani

Dopo le memorie di Buscaroli, il libro postumo di Accame Due veri maestri. Se non fossero stati dalla parte sbagliata

Il fascismo è morto e sepolto, condannato dalla storia e dall’anagrafe, ma lascia a volte saporiti frutti letterari. Ho davanti a me due libri di due autori che sono forse le ultime tracce del miglior neofascismo letterario. Parlo di un vivo e di un morto, e spero che Piero Buscaroli, facile all’ira, non consideri un supplizio etrusco legare lui e il suo libro, Dalla parte dei vinti, a Giano Accame, morto giusto il 15 aprile di un anno fa, e al suo libro postumo, La morte dei fascisti. Sono usciti entrambi in questi giorni: il testo di Accame è edito da Mursia, quello di Buscaroli da Mondadori. Sono due libri pervasi di pathos storico e letterario. Due libri impolitici, percorsi dalla nobiltà della sconfitta. Buscaroli estende il suo sguardo al Novecento e alla saga della sua famiglia. Accame, invece, esula dalla storia per entrare, com’era sua consuetudine, nell’estetica e nell’ideologia del fascismo, nel culto della bella morte, nella letteratura, nel pensiero e nella poesia civile che lo accompagnò.

Leggi tutto...
 
Caro Hla Too
sabato 24 aprile 2010

Caro Hla Too,

ti scrivo nella speranza che qualche staffetta riesca a raggiungerti con questa mia. Non ho più avuto tue notizie dal giorno in cui ho lasciato quell’angolo di giungla in cui ci incontrammo ed ebbi l’onore di divenire tuo amico.
Me ne andai di corsa, sulla barca del sergente che urlava di sbrigarsi, perché il nemico era vicino. Non ebbi il tempo di salutarti come avrei voluto, con le parole e quel po’ di retorica che concludono sempre i bei romanzi di avventura. Riuscimmo solo a scambiarci un cenno con la mano. Io su quel traballante pezzo di legno che mi riconduceva verso un luogo sicuro, tu su di una mulattiera su cui ti arrampicavi portando un fucile che mi sembrava troppo grande per i tuoi 12 anni.
Ti scattai questa foto. Si potrebbe credere che l’immagine di un bambino armato susciti sempre commozione: invece qui da noi molti hanno pensato che tu fossi uno dei soliti selvaggi che fanno la guerra per una naturale inclinazione alla violenza dei popoli poco civilizzati. Ignorano, o fingono di ignorare, che la tua guerra ha protagonisti che parlano l’inglese di Oxford, che tengono lezioni ad Harvard, che pontificano sul Washington Post, colletti inamidati dal sorriso rassicurante che ti uccidono per rialzare di mezzo punto la quotazione di un titolo. Un titolo, sul quale io stesso avrò magari investito i miei risparmi.
La tua foto mi fa tornare alla mente altri giovani e giovanissimi che ho incontrato in ogni dove, immersi in conflitti che le inesorabili logiche del supermarket globale contribuiscono a ravvivare. Qui c’è un gasdotto da far passare, là del petrolio da estrarre, laggiù dei diamanti, e ancora platino e poi oro… È così in Birmania, è così in Afghanistan, in Tibet, nell’America Latina delle comunità tradizionali, nella Palestina dell’apartheid. Dovrei dirti che i giochi sono ormai fatti, che nel mondo che conta si è deciso che l’uomo, semplicemente, sparirà per far posto al consumatore, e che le nazioni avranno dignità solo se diverranno dei grandi mercati popolati da remissivi acquirenti. Invece, la tua gente, che ancora si batte per non cedere al petroliere di Dallas, al finanziere di Tel Aviv, all’industriale di Torino la terra sacra in cui riposano gli antenati, mi consente di sperare. Lo spirito di questa lotta è in fondo tutto quello che resta di un mondo migliore che una “gioiosa macchina da guerra” ha il compito di distruggere.
Ti aiuterò Hla Too, perché mentre io parlo tu muori di malaria, perché mentre io impreco contro i mali del mondo seduto al tavolino di un bar, il tuo villaggio viene dato alle fiamme, perché mentre io resto prigioniero del nulla, tu avanzi su di una mulattiera verso morte o libertà. Ti aiuterò, perché se sopravviverai alle prove spaventose che ti attendono, tu diverrai uomo. E un giorno, potrò forse mostrare a mio figlio che è ancora possibile voltare le spalle alle schiere chiassose dei mercanti, ricordando, con orgoglio, di appartenere, da sempre, ad un’altra stirpe.

i aiuterò Hla Too, perché mentre io parlo tu muori di malaria, perché mentre io impreco contro i mali del mondo seduto al tavolino di un bar, il tuo villaggio viene dato alle fiamme, perché mentre io resto prigioniero del nulla, tu avanzi su di una mulattiera verso morte o libertà. Ti aiuterò, perché se sopravviverai alle prove spaventose che ti attendono, tu diverrai uomo. E un giorno, potrò forse mostrare a mio figlio che è ancora possibile voltare le spalle alle schiere chiassose dei mercanti, ricordando, con orgoglio, di appartenere, da sempre, ad un’altra stirpe.
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Pross. > Fine >>

Risultati 17 - 20 di 35

Carrello




Il carrello č vuoto.

Acquista online!

copertinadvd.jpg
Il DVD musicale della magica serata del 13 settembre 2008 al Vittoriale degli Italiani

Accesso clienti






13 Settembre 2008

locandina3small.jpg

In questa sezione potete trovare tutte le info riguardanti l'evento del 13 Settembre 2008 al Vittoriale di Gardone Riviera (BS)