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| martedì 16 gennaio 2007 | |
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Rebecca-Un'altra storia- Marco Zanni ed i Rebecca escono ,dopo due anni, con un nuovo CD,dal titolo Un'altra storia. Il titolo è quanto mai azzeccato,poichè davvero vediamo e percepiamo un' aria nuova sia nella cura delle grafiche, delle sonorità, ma soprattutto dei testi. La mano, o meglio il plettro di Marco Zanni , lo ricordiamo per i più distratti già chitarrista dei 270 bis, una delle band che amiamo maggiormente,fa davvero la differenza. I testi invece sono a cura di Francesco Bejor, stupenda voce della band. La cura sia delle grafiche, che del libretto dei testi, per non parlare dell'inserto con dvd, ci confermano che è davvero un'altra storia.... Citazione di merito per la stupenda voce di Chiara Ciavardini, che accompagna le melodie con cori davvero da brivido! Visitate www.rebeccaband.com
![]() Zetazeroalfa a Parigi...Laboratorio c'è...... Un sms veloce e diretto:appuntamento alla fermata del metro xxx,appena arrivi rispondi al messaggio e ti vengo a prendere. La serata parigina inizia così,il concerto degli ZZA si tiene in un posto non comunicato fino all'ultimo,come da abitudine.Io sono lì alla fermata del metro, invio il messaggio ed in un baleno ecco arrivare il camerata A., che mi accoglie con un sorriso:"benvenuto"....fra un po' si inizia. La sala del concerto è un interrato, perfetto per la serata. Sinevox ed i suoi sono al momento delle prove,in attesa che arrivino gli altri camerati. La serata è dedicata a Julien, tragicamente ucciso da un poliziotto a seguito di una partita del PSG, nella stessa serata si commemora anche Sebastien, anch'egli deceduto a seguito di uno "strano" inseguimento dei gendarmi d'oltralpe. Si ricorda anche Walter Spedicato, militante di Terza Posizione, con una missiva inviata da Roma firmata Gabriele Adinolfi. Ecco che pian piano il salone è gremito, non si fuma e la quantità di birra è limitata proprio perchè, a detta degli organizzatori, è una serata dedicata al ricordo dei camerati e non dedicata all'alcool. Tanto di cappello al senso di cameratismo e di rispetto.All'una le chitarre degli ZZA iniziano a "gridare", straordinari come sempre, entusiasmo unito al rispetto nel ricordo delle due vite spezzate, una miscela difficilmente ottenibile. La nottata prosegue con Hotel Stella,un gruppo francese.Le quattro del mattino arrivano presto...Parigi di notte...Laboratorio PRESENTE!
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“La ballata dello stoccafisso”, la nuova provocazione del gruppo più sfrontato della musica non conforme italiana, che ora approda anche in Europa. Torna il nemico pubblico numero uno. Tornano gli Zetazeroalfa. Il nuovo album si chiama La ballata dello stoccafisso e, già nel titolo, mantiene la carica irriverente, ironica e autoironica della precedente esperienza del gruppo romano. I 13 brani segnano, però, un punto di svolta rispetto alla trilogia La dittatura del sorriso, Kriptonite e Fronte dell’essere, che li ha resi famosi nel panorama della musica nono conforme. Il disco è una produzione più matura dal punto di vista artistico e- si direbbe- esistenziale, intendendo quel mix di esperienze politiche, personali e sociali che trovano la loro incarnazione in Casa Pound, il più noto centro sociale della destra romana. E’ qui, dove di recente è stata allestita una sala prove, che sono nati i pezzi. E’ ancora qui che, per realizzare una sala di registrazione, saranno investiti i proventi dell’album, al quale seguiranno un cd strumentale in estate e un dvd a dicembre. fonte Novopress
Il domani appartiene a noi (Compagnia dell’Anello) Ascolta il ruscello che sgorga lassù ed umile a valle scompar; e guarda l’argento del fiume che sereno e sicuro va. Osserva dell’alba il primo baglior che annuncia la fiamma del sol: ciò che nasce puro più grande vivrà e vince l’oscurità. La tenebra fugge i raggi del sol, Iddio da gioia e calor. Nei cuor la speranza non morirà: il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi Ascolta il mio canto che sale nel ciel verso l’immensità unisci il tuo grido di libertà comincia l’uomo a lottar. Chi sfrutta nell’ombra sapremo stanar se uniti noi marcerem. L’usura ed il pugno noi vincerem: il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi. La terra dei padri, la fede immortal nessuno potrà cancellar. Il sangue, il lavoro, la civiltà: cantiam la tradizion. La terra dei padri la fede immortal nessuno potrà cancellar. Il popolo vinca dell’oro il Signor: il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi
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Piccolo Attila (traduzione di Gabriele Marconi) Iniziava l’estate di un anno fa e tranquilli eravamo noi quando entrammo ridendo in un prato che di strana gente brulicava già. Ci mettemmo seduti e dietro noi solo l’erba si stendeva ma strisciavano cento a cento gli sciacalli nell’oscurità. Mille stelle in cielo splendevano alti alberi tutto intorno a noi dolci canti antichi suonavano Piccolo Attila parlava a noi e diceva di prati verdi che di rugiada brillavano nel sol e guerrieri a cavallo intonavano le canzoni degli antichi eroi Tutti in piedi ci alzammo e davanti a noi gli sciacalli già fremevano: avanzaron ghignando sicuri già di inseguire schiene nude. Ma la mano di Piccolo Attila contro il cielo stellato si levò seminando il terrore calava giù, l’orda buia non rideva più. E con la forza di un fiume in piena poi caricammo e la terra sotto noi rimbombando tremava e gli alberi ondeggiavano nel vento E mai più mai più quel prato rivedrà una sera come un anno fa non si scioglierà mai la Compagnia ma c’è chi non è più sulla via. Come un’aquila ora vola lui sorridendo alle stelle e ancor più su e il suo flauto suonando ci guiderà verso l’alba che sicura è già. Iniziava l’estate di un anno fa e felici eravamo noi quando uscimmo ridendo da un prato che due occhi a mandorla non scorderà.
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Claretta e Ben (270 bis) Su svegliatevi, riscuotetevi vedo in cielo come una bandiera: come un’aquila, fra le nuvole che riaffiora dalla memoria. Forse è un inno o solo un sogno o il ricordo di una canzone, che ora sale sai come il ritmo di una marcia dentro al mio cuore. Han ballato sui loro corpi, han sputato sui loro nomi, han nascosto le loro tombe, ma non li possono cancellare: puoi vederli sai, sono tutti qui, con le braccia levate al sole, sono tutti qui, io li vedo, piovon fiori su piazzale Loreto. E’ una piazza piena di sogni, un’armata di cari amici: mille anime di caduti, ma nel ricordo non li hanno uccisi. Sono i giovani di Acca Larentia e i ragazzi in camicia nera, i fratelli di prima valle ed i martiri dell’Emilia. E ora sono qui, son per sempre qui, son tornati a marciare ancora; dalle carceri, dalle foibe, dagli scrigni della memoria. Mille innanzi a me, mille dietro, e altri mille per ogni lato: è difficile, ma ci credo, piovon fiori su piazzale Loreto.
E io ho il cuore nero e tanta gente mi vorrebbe al cimitero. Ma io ho il cuore nero e me ne frego e sputo in faccia al mondo intero.......
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Nostri canti assassini (Massimo Morsello) Entrammo nella vita dalla parte sbagliata in un tempo vigliacco, con la faccia sudata, ci sentimmo chiamare sempre più forte, ci sentimmo morire ma non era la morte e la vita ridendo ci prese per mano, ci levò le catene per portarci lontano. Ma sentendo parlare di donne e di vino, di un amore bastardo che ammazzava un bambino e di vecchi mercanti e di rate pagate e di fabbriche nuove e di orecchie affamate
pregammo la vita di non farci morire se non c'era un tramonto da poter ricordare e il tramonto già c'era, era notte da un pezzo ed il sole sorgendo ci negava il disprezzo. Ma sentendo parlare di una donna allo specchio, di un ragazzo a vent'anni che moriva da vecchio e di un vecchio ricordo di vent'anni passati, di occasioni mancate e di treni perduti e scoprimmo l'amore e scoprimmo la strada, difendemmo l'onore col sorriso e la spada.
Scordammo la casa e il suo caldo com'era per il caldo più freddo di una fredda galera e uccidemmo la noia annoiando la morte e vincemmo soltanto cantando più forte e ora siamo lontani, siamo tutti vicini e lanciamo nel cielo i nostri canti assassini e ora siamo lontani, siamo tutti vicini e lanciamo nel cielo i nostri canti bambini.
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Come il vento Anni di torpore anni di appiattimento Il cancro consumista le menti ha devastato Riaffiorano i ricordi degli anni di passione La rivoluzione è come il vento la rivoluzione è come il vento. Racconti senza fine di gente che ha pagato La rivoluzione è come il vento la rivoluzione è come il vento. Scontri nelle piazze con spranghe nella mano La rivoluzione è come il vento la rivoluzione è come il vento. *****
POVERA PATRIA (F. Battiato) Povera Patria! Schiacciata daglia abusi del potere |
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